Il Concilio ariano di Nicea



Il Concilio di Nicea fu indetto dall'imperatore Costantino che, come abbiamo visto in precedenza, era ariano e inviso alla popolazione di Roma (Costantino il "Santo"). Informazioni confermate dal fatto che:
- al concilio partecipò solo 1 vescovo italiano su 318;
- non partecipò il papa in carica, Silvestro;
- partecipò invece Ario, capostipite della setta ariana.

Nella sua storiografia il cardinal Baronio afferma che la maggioranza dei vescovi era cattolica, ma anche che gli ariani si confondevano ai cattolici e che il "diavolo era presente al concilio". Ci racconta ancora che, durante la lettura di opere ariane, "i vescovi si turavano le orecchie per orrore della bestemmia". 

Pur manifestando ostilità nei confronti di Ario secondo quanto narra Baronio, i vescovi adottarono la parola "consunstanziale" usata per definire che "il figlio è della stessa sostanza del padre", parola estrapolata dagli scritti dell'ariano Eusebio di Nicomedia. Non ci si capacita inoltre della conclamata maggioranza cattolica al Concilio se poi le memorie dei vescovi furono bruciate dall'imperatore (a che pro?) e gli atti del Concilio sparirono proprio per colpa degli Ariani (!). Doc 2055

Se di testimonianze ecclesiastiche non vi è traccia, Baronio constata che pure i resoconti di Costantino, che presiedette in persona il Concilio, andarono perduti. Nemmeno Eusebio di Cesarea, storico dell'epoca, scrisse alcunché di Ario, degli ariani e delle lotta conciliare contro la loro eresia. 
In ultimo, proprio il cardinale riporta che Costantino, grazie all'intercessione di Eusebio, fece un editto contro tutti gli eretici, tranne che contro gli Ariani (!)

Ma se solo Baronio riporta per primo l'accesa contrapposizione tra cattolici e ariani ben tredici secoli dopo, se invece non vi sono resoconti storici e prove scritte in merito, se Costantino stesso era ariano, chi erano gli ariani? Chi era Ario? E che valenza assume quindi il credo cattolico istituito proprio col concilio di Nicea?

Mac