Ario e Costantino


"La Chiesa è sempre stata ariana, perché i suoi fondatori lo erano".

Più volte abbiamo constatato che fu necessario creare ad-hoc personaggi malevoli per depurare i reali protagonisti della letteratura cristiana. Per incensare Gesù si inventarono i cattivi Barabba e Simone Mago; lo stesso vedremo che si fece di Costantino con Ario.

Iniziando dal nome, si nota che Ario non possiede i tria nomina romana per identificare una persona all'epoca: come Gesù, anche Ario rappresenta un nome di finzione. 
Passando alle somiglianze biografiche, Ario era alto di statura, "a guisa d'ingannevol serpente atto a gabbare ogni semplice cuore" e scrisse i Thalia dei quali Baronio mette in luce lo stile effemminato e laido; Costantino aveva una statura imponente, ingannevole nel parlare, criticato da Giuliano per i costumi effemminati ed abusava del balsamo per il culto di se stesso. Doc 2057

Morirono nello stesso anno, tanto che anche Baronio attesta che "ci fu poco spazio": Ario morì per collasso intestinale (come Giuda) mentre va in chiesa sorretto da Eusebio; Costantino muore passando per i bagni pubblici a cui aveva fatto ricorso sempre per problemi intestinali. Doc 2060

Sempre da Baronio, sembra che Ario fu scomunicato durante il Concilio di Nicea, ma a questa scomunica si opposero i vescovi Eusebio di Nicomede e Teognide di Nicene. Anche i due vescovi vennero scomunicati, ma alla fine Costantino condonò tutto grazie alla supplica di Eusebio. La messinscena vuole condannare l'eresia di Ario, ma nei fatti si scorge una condivisione di queste idee da parte dell'imperatore. Doc 2056

Baronio non mente quando scrive che gli ariani "non tralasciavano alcuna astuzia o impresa illecita, compresa la falsificazione delle scritture, pur di avere ragione": il cardinale non fa altro che parlare degli stessi cristiani! E come fidarsi appunto di chi scrisse la Bibbia se ancora Baronio ci informa che San Luciano, che la tradusse, aveva discepoli ariani, tra i quali Eusebio di Nicomedia?

Mac