Giovanni, lo sposo delle Nozze di Cana


Recentemente abbiamo trovato questo articolo davvero interessante su 'La nuova bussola quotidiana'. Per chi non fosse informato, Massimo Introvigne è fondatore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) ed a scrivere sul giornale sopracitato è "un gruppo di giornalisti cattolici, accomunati dalla passione per la fede". Siamo quindi in una botte di ferro clericale!

Perché è utile soffermarci su questo articolo? Perché troviamo una esplicita conferma delle nostre ricerche proprio dalle spiegazioni di esponenti cattolici di alto rango, a testimonianza che in certi ambienti i fatti storici siano conosciuti o perlomeno spudoratamente tollerati.

In sintesi, Giotto dipinse le Nozze di Cana della Cappella degli Scrovegni sotto la stretta supervisione del teologo agostiniano Alberto da Padova. Seguendo quanto riferiscono la "Legenda Aurea" del domenicano Jacopo da Varagine, nonché arcivescono di Genova, e le "Meditazioni sulla vita di Gesù Cristo" dello pseudo San Bonaventura, la scena rappresenta il matrimonio di Giovanni Evangelista con Maria Maddalena.

Quella che Introvigne bolla come semplice leggenda, per noi è l'attestazione ulteriore della veridicità delle nostre ricostruzioni storiche: le Nozze di Cana sarebbero dovute essere il contratto di pace siglato dalle due rispettive fazioni politiche (i Giulio-Claudi e i Flavi) dopo 4 anni di aspre battaglie, patto suggellato da un matrimonio aristocratico tra Giovanni Battista (alias Giano Nerone Cesare Germanico), legittimo erede al trono di Roma, con la Flavia Domitilla, figlia di Vespasiano.

[Noterete che nei due testi medioevali citati si parla di Giovanni Evangelista, mentre noi parliamo di Giovanni Battista: nessuna contraddizione, perché già da tempo avevamo scoperto le coincidenze tra i due]

Purtroppo le intenzioni degli Agrippa (Gesù e sua madre) erano diverse: il matrimonio si rivelò una trappola mortale per Giovanni che, fatto ubriacare, venne ucciso e ignominiosamente cannibalizzato dai festanti (scena rappresentata nella famosa Ultima Cena).

Approfondimento Nozze di Cana
Approfondimento Eclisse 27 Dic 83

È senza dubbio significativo che tali informazioni siano riportate da un arcivescovo e seguite alla lettera da un insigne teologo, ma del resto nel medioevo la Chiesa non aveva certamente bisogno di nascondere ai suoi dotti tradizioni storiche spinose. Al popolino, invece, bastava il racconto favolistico sufficiente a formare il fedele cristiano. Un duplice livello di propaganda, quindi, che ancora oggi si riscontra nella versione predicata, rispetto ai libri di esegesi per professionisti dove emergono tutte le contraddizioni della versione scritturale.

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